È indiscutibile l’importanza del Terzo Settore – del non profit in generale – inteso non solo come forme di prestazioni e servizi, ma soprattutto come modi di valorizzare relazioni positive e coesione sociale. In Friuli VeneziaGiulia, oggi il Terzo Settore esprime circa 10.500 tra associazioni culturali, sportive, assistenziali e cooperative sociali, coinvolgendo quasi 170 mila volontari e occupando 18mila dipendenti fissi. Una posizione tra le prime in Italia. Il TS è peraltro un arcipelago in movimento, dove si ampliano gli ambiti di intervento e cambiano anche le modalità dell’impegno volontario, pur rappresentando sempre un mixdi civismo virtuoso. “E’ nel quadro di un’ecologia sociale e politica che si potrà tener conto della complementarietà tra individuo e collettività, tra obiettivi economici e ricerca del senso, tra desiderio di indipendenza e bisogno di attaccamento”. (Tzvetan Todorov).Ma ora, all’intero TS, è necessaria un’evoluzione organizzativa e di competenze, come sancisce la recente riforma (legge 106 del /2016 e relativi decreti attuativi che seguono il Decreto legislativo 117 del 2017).
Per supportarne l’evoluzione ci sono la Regione Fvg, il  CSVFVG Centro Servizi Volontariato (www.csvfvg.it) e i report periodici del Forum del Terzo settore.
Già dal 2006 la nostra Regione ha legiferato stanziando fondi, istituendo il Registro delle associazioni volontarie e l’obbligo del Bilancio sociale per le cooperative sociali. Per parte sua, il nostro Centro servizi volontariato ha lanciato un innovativo programma di consulenza e formazione verso gli Enti del TS, programma strutturato su sette aree tematiche: Ri-collocarsi, Gestirsi, Progettare, Collaborare, Valutare, Comunicare, Formare. Si  tratta di un percorso in cui si affrontano temi di natura fiscale e statutaria, sicurezza e privacy, tecniche di fundraising, gestione dei collaboratori e rapporto con i volontari, sviluppo di reti collaborative, processi di qualità, marketing e bilancio sociale. Questa serie di interventi verso gli ETS reclama parallelamente una crescente capacità di supporto ‘manageriale’ da parte del CSV. Come ci illustra
il direttore Federico Coan, il CSV FVG è attualmente strutturato su varie sedi operative in regione che fungono da ‘hub’ informativi e organizzativi (definiti “Coordinamenti Territoriali di Ambito”- CTA) i quali svolgono attività di consulenza e accompagnamento personalizzate, fortemente integrate con i singoli territori. “Ora l’intera struttura del Csv deve sapersi misurare con le nuove esigenze di accompagnamento e ‘capacitazione’ di volontari ed enti e dovrà necessariamente incorporare nuove competenze distintive e operative, a cui il gruppo dirigente sta dedicando grande attenzione. L’obiettivo di fondo resta la qualità del supporto agli Enti del TS, per affrontare le nuove sfide”.


Il Friuli 5 aprile 2019 –  Carlo Baldassi

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