Terzo Settore, dal 2026 il fisco cambia volto: operativo il nuovo impianto previsto dal Codice

26 Giugno 2025
immagine che rappresenta aspetti fiscali con una figura umana che tiene una calcolatrice e simboli economici come le monete

Aggiornamento del 26 giugno 2025

A partire dal 1° gennaio 2026, entra ufficialmente in vigore il nuovo impianto fiscale per gli enti del Terzo settore (ETS). A sancirlo è il decreto legge 84 del 17 giugno 2025, che chiude una lunga fase transitoria iniziata nel 2017 con l’approvazione del Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017).

Dopo anni di attese, il sistema fiscale previsto dalla riforma trova finalmente piena applicazione, grazie anche alla “comfort letter” della Commissione Europea, che ne ha certificato la compatibilità con la normativa sugli aiuti di Stato.

Un nuovo assetto fiscale per il non profit italiano

Il provvedimento riduce il perimetro delle misure soggette ad autorizzazione europea, rendendo immediatamente applicabili molte disposizioni fiscali e dando così inizio a una nuova stagione per gli ETS. Per enti e imprese sociali si apre una fase cruciale, che richiede nuove competenze gestionali e maggiore attenzione all’equilibrio tra missione sociale e sostenibilità economica.

Cosa manca ancora all’attuazione completa della riforma fiscale del Terzo settore?

Nonostante l’avvio ufficiale, permangono nodi ancora da sciogliere. Restano infatti sospesi:

  • I titoli di solidarietà (art. 77 del Codice del Terzo settore)
  • Le agevolazioni per l’accesso al capitale di rischio delle imprese sociali (art. 18 del d.lgs. 112/2017)

Entrambi gli strumenti sono fondamentali per rafforzare la sostenibilità e l’innovazione del settore. Per questo motivo si auspica una rapida autorizzazione da parte dell’Unione Europea.

Inoltre, per una corretta applicazione del nuovo assetto fiscale, sono attesi chiarimenti dall’Agenzia delle entrate. In particolare, su aspetti determinanti come la distinzione tra ETS commerciali e non commerciali, da cui dipendono le regole tributarie applicabili.

Una sfida per gli enti e un ruolo chiave per le reti di supporto

Il nuovo regime fiscale rappresenta una grande opportunità di riconoscimento della specificità del Terzo settore, ma pone anche nuove sfide organizzative. Gli enti dovranno:

  • Adattarsi a un sistema più complesso
  • Rafforzare la propria capacità gestionale
  • Tenersi aggiornati sull’evoluzione normativa

In questo contesto, sarà centrale il supporto delle reti associative, dei Centri di servizio per il volontariato (CSV) e delle istituzioni pubbliche. Solo con un accompagnamento adeguato sarà possibile attuare pienamente la riforma e favorire equità, partecipazione e impatto sociale reale

Articolo di Lara Esposito – Cantiere Terzo Setttore 26 giugno 2025