Iva e Terzo settore, possibile proroga in Legge di Bilancio

3 Dicembre 2024
Il viceministro all’Economia intervenuto all’assemblea della Cia-Agricoltori ha annunciato che il passaggio dall’attuale regime di esclusione a quello di esenzione potrebbe slittare al 2026

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato che il passaggio dall’attuale regime di esclusione IVA a quello di esenzione IVA potrebbe essere posticipato al 2026. Questa notizia, emersa durante l’assemblea della Cia-Agricoltori Italiani, rappresenta un’importante novità per il Terzo settore, che da tempo chiede maggiore chiarezza e tempi più adeguati per adattarsi alle nuove normative.

Problemi legati al passaggio da esclusione a esenzione IVA

Leo ha sottolineato le difficoltà derivanti dal cambio di regime. Dal 1° gennaio 2025, gli enti non commerciali avrebbero dovuto adottare il regime di esenzione IVA, ma le complessità operative e normative hanno portato il governo a considerare una proroga.

“Dal primo gennaio 2025 si deve passare dall’esclusione all’esenzione IVA. Questo crea dei problemi e ne siamo consapevoli. Per questo, nella prossima legge di bilancio, vogliamo mantenere il meccanismo di esclusione per tutto il 2025, puntando a una transizione più graduale,” ha dichiarato Leo.

Ruolo dell’Unione Europea nella normativa IVA

Il viceministro ha evidenziato come la normativa IVA sia un tributo comunitario e armonizzato, lasciando poco spazio di manovra ai singoli Stati. L’attuale regime di esclusione per gli enti non commerciali è stato oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea, che richiede il passaggio all’esenzione per uniformarsi alle regole comunitarie.

Tuttavia, il governo italiano punta a negoziare condizioni più favorevoli per il Terzo settore, grazie anche al supporto di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea. “La sua presenza può aiutarci a dimostrare che entro certi limiti possiamo rimanere nell’ambito dell’esclusione IVA,” ha spiegato Leo.

Prospettive per il 2026

Se confermata, la proroga darebbe agli enti non commerciali un ulteriore anno per prepararsi al cambio di regime, riducendo i rischi operativi e semplificando la transizione. La decisione definitiva è attesa con la prossima legge di bilancio, ma l’orientamento del governo sembra già chiaro: favorire un approccio graduale, che tenga conto delle esigenze del Terzo settore.

DI Lara Esposito, Cantiere Terzo Settore – Dicembre 2024