Portale Terzo Settore 27 novembre 2020 – Roberto Pensa

Un nuovo statuto per essere sempre più vicini ai volontari

Un importante passo nella evoluzione del Centro servizi volontariato Friuli Venezia Giulia (CSVFVG), che consolida la scelta di radicarsi sempre più sul territorio. Questo il segnale che emerge dall’Assemblea svoltasi venerdì 20 novembre, un appuntamento molto partecipato (era presente la quasi totalità dei delegati) con decisioni prese a larghissima maggioranza.

Coordinamenti territoriali d’ambito, scelta qualificante e irreversibile

All’ordine del giorno rilevanti modifiche dello Statuto, un tema solo apparentemente formale. “Non si è trattato di un passaggio meramente burocratico di adeguamento al nuovo Codice del Terzo Settore – spiega il presidente del CSV, Marco Iob – .E’ stata in realtà una nuova tappa di quello che già alcuni anni fa è stato individuato come cammino di cambiamento e di evoluzione del Centro servizi per il volontariato: la valorizzazione del territorio e l’adeguamento dei servizi offerti in modo da renderli meglio fruibili agli utenti finali e a stretto contatto con le associazioni. Per questo sono nati, ancora nel 2015, i Coordinamenti Territoriali d’ambito (CTA). Lo Statuto approvato, tutto nuovo, va nella direzione di portare a regime il cambiamento realizzato negli ultimi anni. Il Coordinamento Territoriale d’Ambito diventa il luogo che esprime la base sociale dell’ente individuando i soggetti che si incaricano di gestire il CSV a servizio di tutti. Non siamo una associazione di rappresentanza delle associazioni, ma una organizzazione che ha come obiettivo primario di far evolvere i suoi servizi in modo adeguato ai tempi per sostenere e promuovere il volontariato. Questo ha delle precise conseguenze sulla base sociale: non vi è l’obiettivo di massimizzare la base sociale, ma abbiamo l’imperativo che i nostri soci siano qualificati e motivati a far parte del Centro servizi per il volontariato per portare al suo interno energie e idee dal territorio, valutazione dei servizi già offerti , nuove esigenze delle associazioni. Il nuovo statuto ha fatto un importante passo avanti in questa direzione nella quale ci siamo ritrovati in forte sintonia anche con il Forum del Terzo Settore del Friuli Venezia Giulia”.

 L’assemblea vara il nuovo Statuto a larga maggioranza con importanti scelte. Coordinamenti territoriali d’ambito perno per applicare la riforma in regione

Base sociale più stabile e rappresentativa

Come si concretizza questo orientamento? Uno dei passaggi più rilevanti, che ha fatto discutere l’assemblea, è stato quello di rivedere la base sociale del Csv. “Fino ad oggi era una base sociale ampia, in cui tutte le organizzazioni di volontariato potevano iscriversi, tanto che i soci attuali sono 200 ma si era arrivati in passato anche a 500 – spiega Iob –. Dall’approvazione del nuovo statuto in poi possono diventare soci del Csv solo le reti regionali o le reti territoriali d’ambito. Quindi associazioni del Terzo settore “di secondo livello”, espressione di un insieme di associazioni provenienti dal territorio di un ambito oppure reti che abbracciano zone più ampie fino alla dimensione regionale. Nel consiglio direttivo rimarrà invece un assetto del tutto analogo a quello odierno con un consigliere espressione di ognuno dei territori ampi che storicamente il CSV FVG ha identificato, ovvero le 4 ex province più l’Alto Friuli”.

I servizi raggiungono i volontari dove operano

E’ chiaro l’intento di valorizzare il ruolo dei 18 CTA “che si trovano ancora in una fase evolutiva ma con un segno decisamente positivo – evidenzia Iob -. Non tutte le situazioni sono uguali, anche perché rispecchiano le caratteristiche molto diverse dei territori, per cui alcuni funzionano molto bene altri meno, però tutti non rappresentano solo un spazi di aggregazione e sinergia delle associazioni di volontariato, ma anche luoghi di confronto e progettazione comune, nonché di interlocuzione con le istituzioni, vale a dire comuni, Aziende sanitarie, Servizi Sociali. E soprattutto luoghi dove arrivano sempre di più i servizi del CSV. Lo sforzo è stato quello di uscire dalla logica dello sportello per andare sui territori e sostenere i volontari in maniera più dinamica e dialettica con le associazioni. Gran parte delle consulenze del CSV (fiscali, statutarie, di supporto alla progettazione…) vengono già svolte sui territori. Il consulente, il facilitatore si reca sul territorio migliorando la qualità del servizio adattandolo al contesto delle associazioni che lì ritrova”. E c’è già un obiettivo immediato in questa direzione: “Auspichiamo che la legge regionale di recepimento del nuovo Codice del Terzo Settore riconosca e volorizzi il ruolo dei CTA”.

Pronti alla co-programmazione e co-progettazione con gli enti locali

Reti e territorio sono anche le due componenti fondamentali di quella co-programmazione e co-progettazione che secondo il nuovo Codice del Terzo Settore dovrà improntare in futuro la collaborazione tra Terzo Settore e Amministrazioni locali. “I CTA sono nati proprio per fare quello che prevede l’art. 55 del Codice del Terzo Settore: non solo dialogare con le istituzioni locali, ma anche co-programmare e co-progettare. Un obiettivo ancora lontano da essere raggiunto e che costituirà quindi la sfida dei prossimi anni. Siamo convinti che i CTA saranno un elemento fondamentale per vincere questa sfida”.

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