Udine, 9 maggio 2026 – La fotografia del volontariato giovanile in Friuli Venezia Giulia rivela un mosaico complesso e sorprendente, lontano dalle narrazioni polarizzate a cui siamo abituati. È quanto emerso a Buttrio durante “POV 2026. Generazione under 35: dialogo sul volontariato in FVG”, l’evento organizzato dal CSV FVG che ha sfidato radicalmente sia l’ottimismo ingenuo che il pessimismo diffuso sul tema.
L’incontro ha abbandonato la classica forma della presentazione frontale per trasformarsi in un format innovativo e interattivo, con il pubblico in sala costantemente coinvolto in un “debate” in tempo reale tramite smartphone.
Un panel di voci autentiche: i protagonisti sul palco
Il cuore dell’evento è stato il confronto diretto e senza filtri, guidato con ritmo televisivo dal conduttore RAI Riccardo Cicconetti.
Dopo l’apertura dei lavori affidata al neo Presidente del CSV FVG, Paolo Dean, le basi scientifiche del dibattito sono state tracciate da Cecilia Ficcadenti, Ricercatrice dell’Istituto di Ricerche Educative e Formative (IREF), che ha ripercorso i dati chiave della ricerca condotta su oltre 700 under 35 della regione.
A seguire, l’intervento della professoressa Caterina Falbo, Prorettrice all’Impegno pubblico e sociale dell’Università di Trieste, che ha illustrato l’impegno dell’Ateneo nell’ambito della Terza Missione e spiegato come viene integrato e valorizzato il volontariato come luogo di applicazione e di accrescimento delle competenze sviluppate nel percorso universitario.
A dare vita e concretezza a questi numeri è stato un panel di relatori esclusivamente under 35, provenienti da diverse realtà del territorio: Beatrice Bertossi, Gioele Pennino, Diana Savi e Sara Troiani. Le loro testimonianze hanno permesso di leggere i dati della ricerca attraverso la lente dell’esperienza quotidiana, rivelando contraddizioni e potenzialità inaspettate del territorio.
Una generazione in equilibrio e il “welfare invisibile”
La ricerca evidenzia come la popolazione giovanile regionale si divida quasi equamente in tre gruppi:
- un terzo (31,6%) attivamente impegnato;
- un terzo (33,7%) con esperienze passate ora interrotte;
- un terzo (34,7%) mai coinvolto.
Una distribuzione che non mostra una generazione spaccata, ma un territorio di transizioni, dove l’impegno sociale fluttua in base a fattori concreti come mobilità, accessibilità e riconoscimento.
Quando si impegnano, i giovani friulani lo fanno con dedizione: due terzi dedicano almeno 3 ore settimanali all’impegno, con oltre tre quarti attivi da 3 anni o più.
Sul palco sono state analizzate in profondità le barriere e i fattori che favoriscono l’ingresso nel volontariato, attingendo alle esperienze dirette e indirette dei presenti.
I racconti dei relatori trovano corrispondenza nei dati della ricerca, da cui emerge che il 39,9% di chi non ha mai svolto volontariato e il 40,2% degli ex volontari indicano come ostacolo principale la “mancanza di tempo libero a causa del lavoro”, mentre il 32,8% di questi ultimi cita anche la “mancanza di tempo libero a causa dello studio”.
Dati che sottolineano la flessibilità e l’orizzontalità come fattori chiave per organizzare le attività associative e accogliere i giovani.
L’eredità sociale e l’intreccio con il mondo del lavoro
Il confronto ha confermato il peso determinante del contesto familiare: oltre la metà dei volontari attivi proviene da famiglie dove almeno un altro membro è impegnato nel volontariato.
Fondamentale anche il ruolo della scuola: il 44,2% dei giovani ha iniziato il proprio percorso attraverso esperienze scolastiche.
Attenzione è stata data anche al rapporto tra volontariato e crescita professionale. In un contesto di precarietà lavorativa, il volontariato emerge come un vero e proprio “ambiente sandbox”, un laboratorio formativo dove sperimentare competenze organizzative.
Un terzo dei giovani cita l’arricchimento professionale tra le motivazioni principali, mentre il 15,1% vi si avvicina per facilitare l’inserimento lavorativo, creando un ponte concreto tra impegno civico ed economia territoriale.
“Oggi non ci siamo limitati ad analizzare dei numeri, ma abbiamo ascoltato la voce viva di chi ogni giorno costruisce il nostro welfare”, ha dichiarato a margine dell’evento Paolo Dean, Presidente del CSV FVG. “Il successo e la vivacità di questo confronto dimostrano che i giovani hanno una grande voglia di partecipare, a patto di trovare spazi aperti e non giudicanti. La ricerca ci dice che c’è un’enorme energia latente nel nostro territorio: come CSV raccogliamo la sfida lanciata oggi. Dobbiamo essere noi a costruire modelli flessibili, capaci di accogliere le loro forme di impegno, sempre più ibride e dinamiche, e non viceversa.”
Per info: Francesca Macuz Cell. 392 9957890
Email: francesca.macuz@csvfvg.it









