“La commedia spietata ed esilarante di Billy Wilder“
La commedia The Front Page di Ben Hecht e Charles MacArthur (1928) è una satira feroce dei giornalisti, cinici cacciatori di titoloni, tutti attorno alle ultime ore di un poveraccio condannato alla forca benché mentalmente instabile. L’inizio di Prima pagina di Billy Wilder, terza versione cinematografica, lo esprime con un sarcastico parallelismo tra la preparazione della prima pagina del giornale e la costruzione della forca: due esecuzioni, una mediatica e una materiale. In opposizione alla folla dei giornalisti troviamo due dei pochi innocenti reperibili nel cinema sarcastico di Wilder: il matto idealista e la prostituta di buon cuore che lo appoggia.
Su questo quadro si innesta un gioco assolutamente esilarante: Hildy Johnson (Jack Lemmon), il miglior reporter del giornale, vuole sposarsi e abbandonare il mestiere; Walter Burns (Walter Matthau), il suo direttore, è disposto a ricorrere ai trucchi più sporchi immaginabili per impedirglielo. Hildy deve partire in giornata con la fidanzata Peggy e come prima mossa Burns lo manda in quella bolgia che è la sala stampa della prigione, dove i suoi colleghi giocano a poker in attesa dell’esecuzione.
Nel dialogo Wilder rende esplicita la grande metafora della storia. Quando un giovane giornalista, sentendo che Hildy vuole sposarsi, dice “Credevo fosse sposato con Walter Burns”, coglie nel segno. Più indissolubile del matrimonio, li lega il mestiere, la febbre del giornalismo: che non vuol dire partire nobilmente contro le ingiustizie ma macinare parole ed emozioni per qualcosa che domani (vecchia battuta qui ritornante) servirà per avvolgere il pesce. In una scena, Hildy batte furiosamente a macchina, compiacendosi del suo lavoro (“A rhapsody in red!”), chiede una sigaretta, Burns se ne accende una in bocca e gliela dà – un gesto da amanti.
Billy Wilder trova nella commedia di Hecht e MacArthur il proprio “testo ideale”: se ignorassimo il contesto, crederemmo che tutta l’invenzione sia sua, tanto esprime la sua visione della vita – compresa la sua antipatia verso il giornalismo (suo antico mestiere, come per Hecht e MacArthur), e già che ci siamo, per gli psicoanalisti. Anche l’uso degli oggetti, come la fatidica scrivania della sala stampa, benché venga da Hecht, appare assolutamente wilderiano: nel suo cinema un oggetto-contenitore non contiene mai quello che ci si aspetta.
Curiosità
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Ti Consiglio Un Film La rubrica del CSV FVG Cinema e Terzo Settore
Di Giorgio Placereani (note sull’autore)
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Frasi e Citazioni
“Sposi un becchino, sposi un contrabbandiere, sposi un borsaiolo, ma un giornalista non lo sposi mai. Dia retta a me” Walter Burns (Walter Matthau) a Peggy (Susan Sarandon).
Curiosità
Prima pagina (The Front Page, 1928) è una commedia scritta daBen Hecht e Charles Mac Arthur, che erano stati reporter prima di dedicarsi alla scrittura, il primo a Hollywood, il secondo a New York. È stata portata sullo schermo varie volte. Se la versione di Wilder è probabilmente la migliore, è molto interessante quella di Howard Hawks del 1940 (La signora del venerdì) che introduceva una nota sessuale nel rapporto fra Hildy e Burns trasformando Hildy in una donna (interpreti: Rosalind Russell e Cary Grant).
Wilder, as usual, ha il massimo controllo di tutto l’impianto cinematografico, dallo script alla messa in scena e alla direzione degli attori (senza dimenticare una certosina ricostruzione d’epoca, negli interni e nei costumi), per cui può permettersi il lusso di creare un’opera artistica squisitamente personale e diretta con un’attenzione maniacale tanto alla forma quanto al contenuto. Introdotto dalle musiche frizzanti che accompagnano i titoli di testa, sullo sfondo di scene con vecchie rotative di stampa a sottolineare il carattere vintage dell’ambientazione, Prima pagina alterna inizialmente le vicende della fumosa sala stampa del tribunale con quelle della sede del Chicago Examiner, focalizzandosi soprattutto sui rapporti fra Lemmon e Matthau, eterni nemici-amici.
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