Pubblicazione dei contributi pubblici per il non profit: scadenza 30 giugno 2025

26 Maggio 2025
l'immagine descrive persone intorno a un documento che indica la metafora della pubblicazione dei contributi pubblici

Entro il 30 giugno 2025, associazioni, fondazioni, Onlus e altri soggetti del Terzo settore devono assolvere all’obbligo di pubblicazione dei contributi pubblici ricevuti nell’anno precedente, se pari o superiori a 10.000 euro. Si tratta di un adempimento annuale introdotto dalla Legge 124/2017, modificata dal Decreto Crescita 2019, che punta a garantire la trasparenza del non profit nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Contributi Pubblici- A chi si applica l’obbligo di pubblicazione

L’obbligo riguarda tutti gli enti non profit – associazioni, fondazioni e Onlus – che abbiano ricevuto sovvenzioni, contributi o vantaggi economici pubblici (in denaro o in natura), purché non abbiano natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. Rientrano anche:

  • Associazioni di protezione ambientale
  • Associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale
  • Cooperative sociali che svolgono attività a favore degli stranieri
  • Imprese sociali in forma societaria (con regole specifiche)

Le società (incluse le cooperative sociali non impegnate in attività verso gli stranieri) seguono regole di pubblicazione diverse, coerenti con la loro forma giuridica.

Cosa pubblicare e dove

Secondo la circolare n. 2 del 2019 del Ministero del Lavoro, i dati devono essere esposti in modo chiaro e accessibile al pubblico, indicando:

  • Denominazione e codice fiscale del soggetto beneficiario
  • Denominazione del soggetto erogante
  • Somma incassata
  • Data di incasso
  • Causale del contributo

La pubblicazione deve avvenire entro il 30 giugno sul sito internet dell’ente o, in assenza, su un portale digitale analogo (ad es. la pagina Facebook ufficiale).

👉Un fac-simile di rendiconto dei contributi pubblici può essere scaricato qui.

Quali contributi vanno dichiarati

Devono essere dichiarate tutte le somme pubbliche effettivamente incassate nel 2024, se superiori complessivamente a 10.000 euro. Il calcolo è cumulativo: due erogazioni da 9.000 euro da enti diversi, ad esempio, fanno scattare l’obbligo. Vanno conteggiati anche i beni concessi in comodato dalla PA, valutandoli con un valore di mercato.

Non rientrano invece:

  • I contributi di natura commerciale o retributiva
  • I rimborsi spese o risarcimenti
  • Le somme del 5 per mille, escluse perché considerate a “carattere generale” (come da circolare n. 6 del 2021)

Sanzioni e mancata pubblicazione

Il mancato rispetto dell’obbligo comporta sanzioni. Per le società, ad esempio, può essere disposta la restituzione delle somme ricevute. Anche per gli enti non profit, la trasparenza è oggi un requisito fondamentale per mantenere la fiducia delle istituzioni e della cittadinanza.

Pubblicazione contributi pubblici e Codice del Terzo Settore

Anche se gli Enti del Terzo Settore (ETS) sono già soggetti a obblighi di trasparenza ai sensi del Codice del Terzo Settore, questo adempimento previsto dalla Legge 124/2017 rimane separato e va rispettato fino a quando non sarà pienamente operativo il nuovo regime fiscale per gli ETS, previsto per il 1° gennaio 2026.


In sintesi

  • Scadenza: 30 giugno 2025
  • Chi è obbligato: Enti non profit che hanno ricevuto contributi pubblici pari o superiori a 10.000 euro nel 2024
  • Cosa pubblicare: Dati su contributi pubblici incassati
  • Dove pubblicare: Sito web o portale digitale dell’ente
  • Attenzione: Escluse le somme del 5 per mille e i contributi di natura commerciale