Giant Trees Foundation, l’associazione friulana che ricerca, studia e tutela gli alberi monumentali del pianeta e che, tra le varie scoperte, ha individuato l’abete bianco più alto al mondo, promuove ed organizza per la prima volta per l’Italia la sfida European Tree Of The Year. Il concorso internazionale nasce per valorizzare la storia di questi alberi, la loro connessione con la popolazione, il territorio  e l’ambiente.

Quattro alberi significativi dislocati lungo la nostra penisola (La Quercia di Fossalta in Veneto, La Quercia delle Checche in Toscana, La Quercia Vallonea in Puglia, Il Leccio dell’Etna in Sicilia) scelti mediante ricerca internazionale ricevono il supporto dei loro affezionati estimatori attraverso un sondaggio online.

Le votazioni web annuali si svolgeranno dal 7 settembre al 21 novembre (giornata nazionale degli alberi) presso il sito Giant Trees Foundation (www.gianttrees.org). Tutti possono esprimere gratuitamente e senza obbligo di registrazione la loro preferenza per gli alberi a cui si sentono più legati, o che giudicano maggiormente rappresentativi dell’Italia a livello europeo.

La scelta, libera e soggettiva, non persegue criteri di bellezza o di anzianità, ma è tesa a far conoscere ed a sottolineare la storia dell’albero e il suo rapporto affettivo e culturale  con la comunità.

Al termine di questa prima fase, la pianta che avrà raccolto il più alto numero di consensi verrà nominata Tree of the Year per l’Italia e concorrerà alla fase internazionale durante lo step successivo, che la vedrà competere con i vincitori degli altri round tenutisi nei Paesi europei, per aggiudicarsi il titolo di European Tree of the Year.

La pianta e la comunità da lei rappresentata riceveranno anche il supporto tecnico gratuito da parte del comitato scientifico nazionale ed internazionale di Giant Trees Foundation per il mantenimento dello stato di salute o la cura di eventuali problematiche dell’albero stesso.

GLI ALBERI ITALIANI IN CONCORSO

VENETO – La Quercia di Fossalta, o la Vecja, com’è stata familiarmente ribattezzata dagli abitanti del luogo, si trova vicino a Portogruaro, in provincia di Venezia, ed affonda le sue radici accanto alla piccola Chiesa di Sant’Antonio di Villanova di Fossalta. Cresce attorcigliata su se stessa, caratteristica che le permette di rimanere in piedi nonostante il tronco completamente cavo.

E’ ultracentenaria, si stima abbia circa seicento anni, con un’altezza che sfiora i sedici metri ed una circonferenza di dieci. Fin dagli anni ‘70 è stata riconosciuta fra gli alberi monumentali d’Italia.

Nonostante l’età ed i numerosi acciacchi di cui ha sofferto durante il corso degli anni, che la rendono fragile e bisognosa di continue attenzioni, avanza nella sua vecchiaia continuando a vestirsi di un fogliame brillante e rigoglioso. Una nonna attempata che esprime l’amore per la vita anche nell’incertezza di quel che sarà il futuro.

TOSCANA – La Quercia delle Checche (il nome deriva dalla grande quantità di gazze che trovano riparo tra i suoi rami) è stata riconosciuta come il primo monumento verde in Italia e sua la ruvida corteccia è ammantata di storia e di racconti popolari che l’hanno accompagnata lungo i suoi trecento anni.

Sorge in Val d’Orcia, in provincia di Siena e si leva verso il cielo per quasi venti metri d’altezza allungando le sue braccia per oltre 25 metri. Tanto tempo fa faceva parte di un intero bosco di querce ed è sopravvissuta al taglio solo per la sua imponente mole. Ha conosciuto ben più di una guerra,  ed è stata utilizzata anche come nascondiglio da parte dei partigiani durante il secondo conflitto mondiale. Purtroppo non ha potuto difendersi dai fulmini e dai vandali che, in tempi più recenti, l’hanno pesantemente danneggiata. Nonostante il crollo di due importanti branche, le cure amorevoli di volontari e tecnici le hanno permesso di attrarre visitatori da ogni dove e di continuare a offrire riparo agli uccelli che le tengono compagnia.

SICILIA – Lo chiamano anche il “llice di Carrinu”, a memoria del vecchio proprietario del terreno in cui affonda le sue radici. E’ un grosso leccio, nato lungo le falde dell’Etna, vetusto ed imponente benché circondato da piante più giovani e da un terreno scosceso e desolato.

Si erge per più di venti metri su di un diametro di trenta, poggiando fin quasi sul terreno i possenti rami dal caratteristico fogliame scuro. La sua voglia di vivere sfida da centinaia d’anni le ire del vulcano e delle colate laviche che lo rendono un simbolo di imponente resistenza. Questo perché poggia su una collinetta che la protegge dalle colate in discesa. Il bosco circostante è suo figlio però, al tempo stesso, lei fa in modo di mantenere le piante del sottoposto ad un equa distanza rispetto il suo spazio vitale. Non la si raggiunge facilmente: la sua visita richiede una conoscenza del territorio ed un’escursione affascinante nella natura siciliana.

PUGLIA – La Quercia Vallonea di Tricase è l’albero più antico del Salento: 700 anni, 700 metri quadrati di foltissima chioma ed un tronco di 4,25 metri.  è candidata a diventare patrimonio nazionale dell’UNESCO. Nell’anno 2000 il WWF l’ha identificata come “Albero-Simbolo” della Puglia.

La Quercia Vallonea di Tricase è conosciuta anche come “Quercia dei cento cavalieri”: come spesso accade, molte sono le leggende che vengono tramandate dalle tradizioni locali. Si narra, per esempio, che Federico II, durante una sua visita in Terra d’Otranto, in seguito agli scontri avvenuti a Barletta, abbia trovato riparo sotto la chioma della quercia insieme ai suoi cento cavalieri durante un temporale [Fonte: Terrarossa]. Da qui il soprannome.

La quercia rappresenta per il territorio salentino un simbolo ma anche un supporto all’economia locale perché dalle sue ghiande si può ricavare il “tannino”, una sostanza utilizzata nella concia delle pelli.

LA PREMIAZIONE

A fine novembre verrà organizzato un convegno internazionale dove sarà presentata la quercia vincitrice. In tale occasione, la comunità di riferimento (istituzioni, associazioni e territori) potranno incontrare il comitato scientifico della Giant Trees Foundation e concordare la tipologia di intervento per la tutela e salvaguardia della pianta stessa.

CONTATTI PER COLLABORAZIONI

Maroè Andrea – Presidente Giant Trees Foundation Onlus, president@gianttrees.org

Venturini Carolina – Coordinatrice della comunicazione per il progetto, venturinicomunicazione@gmail.com

Allegati:
Comunicato-Stampa-n.1-Giant-Trees-Foundation

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