L’uomo che si traveste da donna è sempre stato un caposaldo della commedia farsesca, tanto che c’è un titolo che rappresenta questa situazione per antonomasia: La zia di Carlo, scritta da Brandon Thomas nel lontano 1892. Però quando in Tootsie Dustin Hoffman, attore senza parti, si traveste da donna per ottenere un ruolo femminile in una soap opera, l’obiettivo non è la farsa alla Zia di Carlo.
Alla base sta la spinta femminista degli anni Ottanta nel cinema e nella società americana. Interpretando una donna di ferro che non silascia mettere i piedi in testa da nessun uomo, il protagonista Michael fa i conti (e impara molte cose!) non solo col rapporto uomo-donna ma anche con la propria parte femminile, che si trova a riconoscere e ad accettare, come base per un rapporto più rispettoso e non predatorio con l’altro sesso: è la sintesi dichiarata in un sentito discorso finale, rivolto a Jessica Lange per strada a New York.
Questa attenzione alla “politica dei sessi” non significa affatto che Tootsie non sia una commedia divertente, anzi, lo è molto. Lo schema classico di tutte le commedie sull’imbroglio è paragonabile a una palla di neve che rotola da un pendio e si ingigantisce sempre più; anche qui la situazione costringe il protagonista a bugie sempre più grosse, più compromettenti e più fragili, fino a una conclusione che sfiora il delirio comico.
Tootsie è un film molto ricco di sottotesti e implicazioni. Una è – pur in forme buffe – la riflessione sulla recitazione, ossia sul rapporto fra l’attore e il personaggio (inutile citare qui la teoria americana del Metodo). Ma ancora più evidente, ed estremamente spiritosa, è la satira delle soap, i drammi a puntate televisivi. Se guardiamo le complicazioni che il
protagonista, improvvisando per imporre il suo personaggio, porta nel telefilm… il tutto culminante nella folle scena madre alla fine… non possiamo non ricordare la girandola di avvenimenti diBeautiful (siamo più o meno in quegli anni lì!), i cui protagonisti ne passano tante che sembra che vivano tre vite al posto di una.
Di Giorgio Placereani (note sull’autore)

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Frasi e Citazioni
“Sono stato un uomo migliore con te, come donna, di quanto non sia mai stato con le altre donne, come uomo.” — Dorothy Michaels (Dustin Hoffman)
Curiosità
A parte i divi Hoffman e Lange, il film è pieno di attori all’inizio della fama, come Bill Murray, con la sua classica aria rassegnata davanti alla follia del mondo. Fra tutti i non protagonisti spicca la bravissima Teri Garr, che ottenne una candidatura all’Oscar. Ma per tutti noi Garr sarà sempre Inga, la sensuale e disponibile assistente del dottor Frankenstiin (Gene Wilder) in Frankenstein Junior di Mel Brooks.
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