Ti Consiglio Un Film – PARASITE

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Ti Consiglio Un Film La rubrica del CSVFVG Cinema e Terzo Settore

(BONG JOON-HO, COREA DEL SUD 2019)

Per quegli spettatori che hanno delle riserve rispetto al cinema orientale, il premio Oscar Parasite del coreano Bong Joon-ho è la proposta migliore per cambiare idea. Fedele al suo titolo, questa folgorante commedia nera è un lezione sul parassitismo.

Una famiglia di sottoproletari, i Kim, tira la cinghia in un misero scantinato lavorando come può e imbrogliando come può (l’aggancio abusivo al WiFi altrui). Una famiglia di ricchi stupidotti, i Park, vive in una villa nei quartieri alti. I due mondi si incontrano quando il giovane Kim si introduce presso i Park come insegnante d’inglese, con attestati abilmente falsificati al computer dalla sorella (“Accidenti! Oxford non ha un corso di laurea in falsificazione di documenti?”, dice ammirato il capofamiglia Kim). Poi riesce a introdurre in casa la sorella sotto mentite spoglie come esperta di “arteterapia” per il bambino
disturbato dei Park. Mediante imbrogli perfidamente geniali (trappole spietate per liberarsi dei titolari) anche il padre viene introdotto come autista, e infine la madre come domestica al posto di quella di famiglia.

Introdottisi come parassiti nella villa, i Kim festeggiano. Ma (senza fare spoiler) il loro piano crolla disastrosamente quando si trovano di fronte a un’amarissima verità: sotto il livello più basso ne esiste uno più basso ancora. E la commedia vira al nero più assoluto.


Violento e molto fisico, sociale e spettacolare, tutto il cinema di Bong è caratterizzato da un gusto per il particolare bizzarro e insieme realistico e da uno humour grottesco.
Parasite è un film di un materialismo spietato sul piano dei sentimenti. All’osservazione che la signora Park “è ricca eppure gentile” la madre Kim ribatte con una battuta diventata famosa: “E’ gentile perché è ricca. Se avessi tutti quei soldi anch’io sarei gentile – anche di più”.

Giorgio Placereani (approfondisci qui note sull’autore)


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Frasi

Kim Ki-taek: No… Ki-woo, sai che tipo di piano non fallisce mai? Non aver mai alcun tipo di piano, neanche l’ombra. Sai perché? Se elabori un piano la vita non va mai nel verso che vuoi tu. Guardati intorno,


Curiosità

Già popolare in Corea, e ben noto nei festival cinematografici occidentali, Bong Joon-ho
ha girato nel 2013 un film in inglese in coproduzione con gli USA, Snowpiercer (e poi è
stato produttore dell’omonima serie tv). Con Parasite è esploso a livello mondiale
vincendo il premio Oscar per il miglior film: per la prima volta la statuetta è stata attribuita
a un film non in lingua inglese.

Nei titoli di coda di Parasite si può sentire Choi Woo-sik cantare Soju One Glass (il soju è una sorta di sake al 18% di gradazione alcolica che i coreani scolano in quantità industriale come fosse birra), ma nel corso del film compare anche In ginocchio da te di Gianni Morandi. I coreani vano matti per la musica italiana (anche i giapponesi, fissati con Gigliola Cinquetti), tanto che nei titoli di coda di Bad Guy di Kim Ki-duk si può riconoscere I tuoi fiori di Etta Scollo. Ma il motivo della presenza di quel brano va oltre: Bong ha spiegato che la causa è da cercarsi nei titoli degli anni ’60 di Morandi, incentrati sul divario tra ricchi e poveri.