Per favore, non toccate le vecchiette (Mel Brooks, USA, 1967)

Uno dei film più divertenti nella storia del cinema americano, si svolge nel mondo del teatro ultra-minore, un piccolo mondo di produttori senza scrupoli e impresari falliti, un mondo sempre ai confini della truffa. E Per favore, non toccate le vecchiette (The
Producers) nasce da una grande scoperta truffaldina: tramite maneggi fiscali, si può guadagnare molto di più con un fallimento che con un successo.

A patto di avere in partenza la certezza matematica che lo spettacolo sia un fallimento. E come si fa?
Facendolo apposta! Così si forma la “strana coppia” composta da Max Bialystock (Zero Mostel), produttore
teatrale in declino senza scrupoli, e Leo Bloom (Gene Wilder), timido e ingenuo contabile trascinato nell’affare, allo scopo di mettere in scena il musical più brutto del mondo, che avrà per titolo Primavera per Hitler. È così brutto, così scrupolosamente architettato per
fallire su tutti i piani, dallo script al regista, dai costumi (di un kitsch folle: il reggiseno a forma di pretzel!) agli interpreti e ai balletti, che i due sono in una botte di ferro.
…O no?
La poetica di Mel Brooks è: di tutto si può ridere (ricordiamo la gag del cieco ne L’ultima follia), di tutto si ride. Una crudeltà assoluta incarnata dalla figura del produttore Max che corteggia spudoratamente vecchie signore per ottenere finanziamenti (“Ricordati l’assegnino”). Ma siccome nella commedia la crudeltà spesso si rovescia nel suo contrario, Max è anche quello che dà alle vecchiette l’occasione di sentirsi ancora desiderate. E lo stesso paradosso di tentazione che diventa liberazione Max lo opera su Leo, il nevrotico, frustrato contabile con cui viene a contatto.
Un sottogenere classico del cinema americano è la descrizione “dall’interno” della messa in scena di uno spettacolo, limandolo e cercando il meglio. Questo film, spassosissimo esordio alla regia del grande Mel Brooks, lo fa al contrario.

Di Giorgio Placereani (note sull’autore)

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Frasi e Citazioni

“È un flop garantito!”
(Max Bialystock)

Curiosità

Giusto per ricordarci che Mel Brooks – regista e sceneggiatore – è un uomo colto nonostante ciò che finge di essere: il nome di Leo Bloom, il personaggio di Gene Wilder, è un evidente omaggio a Leopold Bloom, il protagonista dell’Ulisse di James Joyce.

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