La comunicazione non violenta

24 Settembre 2020

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟮𝟲 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟬-𝟭𝟯 𝗲 𝟭𝟰-𝟭𝟳 𝗖𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗢𝗿𝗶𝘇𝘇𝗼𝗻𝘁𝗶 (𝘃𝗶𝗮 𝗕𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝗮, 𝟯 – 𝗥𝗶𝘇𝘇𝗶 𝗨𝗗)

INGRESSO LIBERO SU PRENOTAZIONE: 347 8737763 info@espressione-est.com

Modera: 𝐷𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝐶𝑎𝑟𝑙𝑎 𝐷𝑖 𝐵𝑒𝑟𝑡, 𝑃𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒, 𝐷𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑇𝑢𝑡𝑜𝑟

𝐴𝑛𝑛𝑎 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐶𝑎𝑟𝑏𝑜𝑛𝑒, 𝐷𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝐶𝑁𝑉 – 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑡𝑎

“Lᴀ Cᴏᴍᴜɴɪᴄᴀᴢɪᴏɴᴇ Nᴏɴ Vɪᴏʟᴇɴᴛᴀ”
E’ una tecnica utile per ristrutturare il modo in cui ci esprimiamo e come ascoltiamo gli altri mostrandoci come possiamo evitare conflitti inutili e spesso drammaticamente dolorosi.
E’ uno strumento che ci conduce verso una qualità di connessione tra le persone in cui i bisogni di ognuno sono valorizzati e soddisfatti attraverso il dare dal cuore, con la gioia di contribuire al benessere di un altro essere umano.
Sebbene semplice, lo strumento della CNV ci aiuta a navigare profondamente dentro noi stessi per trasformare il biasimo e il giudizio, che non ci portano a soddisfare i nostri bisogni né quelli degli altri, in una reciproca consapevolezza dei bisogni umani.
Insegna a parlare senza valutare, giudicare, etichettare gli altri e dà un’alternativa valida alle reazioni automatiche di attacco o fuga di fronte ad una difficoltà relazionale liberando dalle abitudini e dai condizionamenti inconsapevoli.
Migliora la capacità di comunicare in modo autentico, insegnando ad identificare ed esprimere con chiarezza, nel rispetto di sé e degli altri, ciò che si sente e che si desidera ottenere.

𝐷𝑟. 𝑀𝑎𝑟𝑐𝑜 𝑆𝑝𝑎𝑑𝑎𝑐𝑐𝑖𝑛𝑖, 𝐷𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑆𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑈𝑚𝑎𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑃𝑟𝑜𝑚𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 “𝑃𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒” 𝑑𝑖 𝑈𝑑𝑖𝑛𝑒

“Oɢɢɪ sᴏɴᴏ ᴄᴏsɪ̀ ꜰᴇʟɪᴄᴇ ᴄʜᴇ ɴᴏɴ ᴘᴏsᴛᴏ ɴᴜʟʟᴀ”
Il seminario mira a far conoscere i rischi dell’uso improprio dei social network e della comunicazione che stimola il giudizio degli “amici “ virtuali. Si vuole evidenziare come la “finta realtà” dei social network è divenuta l’unica vera realtà in cui ci muoviamo e ci relazioniamo.

𝐷𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝑇𝑖𝑧𝑖𝑎𝑛𝑎 𝐵𝑟𝑎𝑣𝑖 𝑃𝑠𝑖𝑐𝑜𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑒𝑢𝑡𝑎, 𝑀𝑒𝑑𝑖𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝐹𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑛𝑖𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖 “𝐿𝑒 𝐶𝑎𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒”

“Lᴇ ᴘᴀʀᴏʟᴇ ᴅɪꜰꜰɪᴄɪʟɪ”
Spesso la vita ci mette alla prova rispetto a situazioni particolarmente delicate e dolorose da condividere con i nostri bambini. Per l’adulto risulta infatti disarmante assistere alla loro sofferenza quando si deve comunicare ad esempio la separazione o la malattia/morte della persona cara, per cui si tende a “cadere nei silenzi e/o dire le mezze verità” con l’idea che: evitare il dolore o attenuarlo è probabilmente saggio e sano.
In queste situazioni difficili diventa prioritario trovare una forma di dialogo che possa favorire e incoraggiare il bambino ad esprimere la sua sofferenza: la lettura in tal senso può divenire lo strumento attraverso cui si possono veicolare e normalizzare le proprie emozioni. Il testo narrativo infatti, crea un ponte tra il lettore e chi ascolta e costruisce un terreno di dialogo attraverso il quale l’adulto e il bambino possono sentirsi incoraggiati a condividere il proprio stato d’animo.

𝐷𝑟. 𝑃𝑎𝑠𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝐹𝑖𝑜𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝐷𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝑆𝑎𝑟𝑎 𝑀𝑖𝑟𝑜𝑛𝑒, 𝑃𝑠𝑖𝑐𝑜𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑒𝑢𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 “𝐿’𝐼𝑠𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝐴.𝑃.𝑆.”

“Gᴇɴ(ᴅᴇ)ʀᴇᴀᴢɪᴏɴᴇ: ʟᴀ ᴄᴏᴍᴜɴɪᴄᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅɪ ɢᴇɴᴇʀᴇ ɴᴇʟ ᴛᴇʀᴢᴏ ᴍɪʟʟᴇɴɴɪᴏ”
L’incontro avrà come obbiettivo l’analisi del modo di comunicare la parità di genere nell’epoca moderna. Sì cercherà inoltre di comprendere gli esiti sulle persone di una comunicazione gender oriented.

𝐷𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑠𝑦 𝐺𝑢𝑎𝑟𝑖𝑛𝑜 𝑒 𝐷𝑜𝑡𝑡.𝑠𝑠𝑎 𝐵𝑒𝑛𝑒𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐵𝑜𝑧𝑧𝑎, 𝑃𝑠𝑖𝑐𝑜𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑒𝑢𝑡𝑒 𝑑𝑖 “𝐴𝑡ℎ𝑒𝑛𝑎: 𝐶𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎” 𝐶𝑜𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝐼𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒

“Lᴇ ᴘᴀʀᴏʟᴇ ᴄʜᴇ ᴛᴏᴄᴄᴀɴᴏ” L’ᴜᴛɪʟɪᴢᴢᴏ ᴅᴇʟʟᴇ ᴘᴀʀᴏʟᴇ ɪɴ ᴘsɪᴄᴏᴛᴇʀᴀᴘɪᴀ.
Il linguaggio che tocca è un linguaggio che non si limita a comunicare verbalmente soltanto pensieri, ma anche a sentimenti e sensazioni, un linguaggio incarnato che unisca le parole al corpo.

𝐾𝑖𝑟𝑠𝑡𝑒𝑛 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐷𝑢𝑒𝑠𝑏𝑒𝑟𝑔, 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑜𝑙𝑜𝑔𝑎

“ᴅᴀ ᴠɪᴄɪɴᴏ ɴᴇssᴜɴᴏ ᴇ̀ ɴᴏʀᴍᴀʟᴇ”
Tutti gli esseri umani sono differenti – perché alcune differenze sono oggetto di stigma e di paure? Negli ultimi anni stanno nascendo nuove iniziative da parte delle persone che hanno fatto l‘esperienza di quello che viene definito disagio o disturbo psichico e che sono in cura presso i servizi per la salute mentale. Prendono coraggio e vivono apertamente questa esperienza. Combattono lo stigma che incombe tutt’ora sulla sofferenza psichica e trasmettono il senso delle esperienze vissute. Avvicinandosi a questi temi e racconti si può scoprire, quanto sia importante per tutte e tutti poter vivere con meno paura le proprie fragilità e rivalutarli, e che è possibile creare una comunità più aperta, solidale e inclusiva.

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