Castaway significa naufrago: tutti lo sanno dopo il film (Cast Away) di Robert Zemeckis con Tom Hank, al quale l’intelligente film coreano di Lee Hae-jun risponde con un apologo sul filo del paradosso.
Si parla di naufragio, quindi si parla di solitudine. Ma in realtà i naufraghi in questo film sono due. Uno è il protagonista Kim, che dopo un tentativo di suicidio finisce bloccato su un’isoletta del fiume Han nel bel mezzo di Seoul: Tom Hanks aveva bisogno di naufragare nel Pacifico, Kim ha la grande città a un passo, eppure non è meno sperduto.
L’altra è una ragazza della metropoli, che guarda Kim col suo teleobiettivo, e che è una hikikomori. Ossia una di quelle persone, prevalentemente giovani, che si isolano in camera e non vogliono/non osano uscire (la nostra eroina lo fa, di notte, ma bardata come per una pericolosa esplorazione spaziale). Stante che la dolorosa condizione psicologica degli hikikomori è paragonabile a un naufragio volontario, si possono definire dei naufraghi connessi a Internet. È una piaga sociale nell’Oriente avanzato, ma anche dai noi questo termine giapponese è arrivato in tempo per “coprire” un fenomeno già esistente.
Fra Tom Hanks e Mr. Kim si ricreano gli stessi meccanismi: se il primo parlava con un pallone sui cui aveva disegnato un volto, il secondo parla con l’anatra gigante di plastica che è la sola “presenza” accanto a lui. Per entrambi il naufragio significa il passaggio da un tipo di tempo a un altro tipo: dal tempo scandito, parcellizzato, industriale, al tempo fluido della natura.
Così, nella frenetica Sud Corea iper-capitalista di oggi, Mr Kim si caratterizza come un involontario alieno. Allo stesso modo, la ragazza hikikomori (il film pone inquietanti similarità fra le due vite) è un’aliena volontaria.
Abbiamo due naufraghi e due alieni; e la conclusione è forse un po’ ovvia ma necessaria e rinfrescante. Se il vero naufragio è la “perdita di senso” cui sono sottoposti gli abitanti della grande metropoli, quello dei due protagonisti apre la possibilità di una risalita.
Di Giorgio Placereani (note sull’autore)
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Frasi e Citazioni
“Quando ripensa a quegli anni lontani, è come se li guardasse attraverso un vetro impolverato. Il passato è qualcosa che poteva vedere, ma non toccare. E tutto ciò che vede è sfocato e indistinto.”
Curiosità
Il film fu presentato in Italia con grande successo al Far East Film Festival di Udine, vincendo il premio del pubblico, e poi fu distribuito in dvd. Il regista Lee Hae-jun era già noto agli spettatori del festival perché aveva in precedenza co-diretto il notevole film Like a Virgin assieme a Lee Hae-young (i due non sono fratelli).
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