Cancellazione dal Runts: obblighi e procedure

17 Settembre 2026

Dal recesso volontario alla cancellazione d’ufficio, tutte le procedure previste dalla normativa aggiornata e le conseguenze per gli enti del Terzo settore

La disciplina concernente la cancellazione di un ente del Terzo settore (Ets) dal registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) non introduce una mera formalità burocratica, bensì il momento conclusivo di un “patto di fiducia” tra l’ente, lo Stato e la collettività.

Il regime devolutivo è preordinato a garantire che le ampie agevolazioni e i benefici di cui l’ente ha goduto nel corso della sua esistenza quale Ets restino vincolate alle finalità di interesse generale perseguite, ed è un momento fondamentale dell’architettura normativa del Terzo settore. In tale ottica, l’obbligo di devoluzione del patrimonio, conseguente alla perdita della qualifica di ente del Terzo settore, assolve alla funzione imperativa di prevenire qualsivoglia ipotesi di indebito arricchimento privato a scapito di risorse accumulate per scopi solidaristici.

Al fine di presidiare tale vincolo di destinazione, il legislatore ha codificato un sistema di controllo preventivo e vincolante, seppur con una parziale autonomia lasciata all’ente, che poggia sui seguenti pilastri:

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