A single Man (Tom Ford 2009)

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Ti Consiglio Un Film La rubrica del CSVFVG Cinema e Terzo Settore

Los Angeles, 1962. Profondamente segnato dalla tragica perdita del suo compagno in un incidente stradale e costretto a vivere in un’epoca in cui le relazioni omosessuali sono ancora oggetto di discriminazione, il professore inglese di 52 anni, George Falconer, si trova ad affrontare una crisi esistenziale che lo spinge sull’orlo del suicidio.

Adattato dal bellissimo romanzo omonimo di Christopher Isherwood, il film “A Single Man” ci porta a vivere una singola giornata nella vita di George, interpretato magnificamente da Colin Firth, mentre cerca di elaborare il suo dolore e pianificare un futuro incerto. Nonostante l’amore per il suo lavoro e la sua casa, la compagnia dell’amica di lunga data, Charlotte (interpretata da Julianne Moore), e di Kenny, il giovane allievo con il quale ha un breve momento di distrazione, George è pervaso da un senso di vuoto incolmabile nel suo cuore. Ha perso tutto ciò che aveva.

Con il suo debutto alla regia, lo stilista Tom Ford realizza un film che, non a sorpresa, punta molto sull’aspetto estetico, offrendo una raffinata ricostruzione ambientale che riguarda abiti, oggetti e design generale (il film è ambientato negli anni ’60 durante la crisi tra gli USA e Cuba). Il risultato però non è un film stiloso, patinato e freddo come ha affermato parte della critica alla sua uscita. L’attenzione quasi maniacale alla forma non solo non sminuisce, ma esalta la portata drammatica del soggetto, trasmettendo un dolore che intuiamo dal volto segnato di Firth e che riesce a coinvolgerci diventando anche nostro.

Ford affronta temi universali cinematograficamente forse abusati come amore, perdita, elaborazione del lutto e rinascita, non cadendo mai nel clichè e riuscendo a raggiungere un equilibrio perfetto tra eleganza impeccabile ed intensità emotiva.

George, trova momenti di gioia e significato in piccoli e apparentemente irrilevanti momenti quotidiani. Il suo rapporto con il cane Gojen, l’incontro con l’innocente sincerità di una bambina, il brillante dialogo con uno sconosciuto al supermercato, tutti offrono a George pause preziose dalla sua solitudine e dal dolore. In questi momenti riscopre per pochi istanti la bellezza e il valore della vita.

A Single Man è la fotografia di un uomo solo con i suoi drammi che non gli danno pace. Siamo un po’ tutti come George, costretti spesso ad indossare una maschera di perfezione per piacere e essere accettati dagli altri. La nostra missione sembra essere quella di sopravvivere nel migliore dei modi, utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione. Il messaggio del film sembra suggerire che di tanto in tanto dobbiamo ricordarci di vivere, perché l’unica certezza che abbiamo è che prima o poi “lei arriverà”


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Frasi

“Nella vita ho avuto momenti di assoluta chiarezza, quando per pochi, brevi secondi, il silenzio soffoca il rumore e provo un’emozione invece di pensare e le cose sembrano così nitide e il mondo sembra così nuovo.
E’ come se tutto fosse appena iniziato. Non riesco a far durare questi momenti, io mi ci aggrappo, ma come tutto svaniscono.
Ho vissuto una vita per quei momenti, mi riportano al presente e mi rendo conto che tutto
è esattamente come deve essere…

E all’improvviso, lei è arrivata”. George Falconer


Curiosità


Le musica del film è frutto di un ricerca molto precisa da parte del regista, appassionato di colonne sonore. In una intervista Ford aveva detto: «Ho provato ad immaginare che tipo di musica potesse trovarsi nella testa di George. Volevo un tema d’apertura lussuoso e una musica che fosse una vera e propria colonna sonora vecchio stile». I compositori della colonna sonora sono il giapponese Shigeru Umebayashi e il polacco Abel Korzeniowski.

Fonte: Cinemaniaci, Davinotti, Gli Spietati